Parodontite: sintomi, cause, complicanze e come si cura
Come riconoscerla in tempo, cosa può causarla e il percorso di cura che proponiamo negli Studi Dentistici Dr. Frozzi
Le tue gengive sanguinano quando ti lavi i denti, o hai notato un alito che non migliora nonostante l’igiene? Potrebbero essere i primi sintomi della parodontite, un’infiammazione che parte dalle gengive ma può arrivare a intaccare l’osso che sostiene i denti. È una condizione seria, ma nella maggior parte dei casi si può fermare se viene riconosciuta e trattata per tempo: la chiave è non ignorare i primi segnali.
I sintomi della parodontite e come riconoscerli
Il segnale più precoce è il sanguinamento delle gengive durante lo spazzolamento: una gengiva sana non sanguina, quindi non va liquidato come normale o attribuito a uno spazzolino troppo energico.
Con il progredire della malattia possono comparire alitosi persistente nonostante una buona igiene, gengive che si ritirano con denti che sembrano più lunghi, e nelle fasi più avanzate una mobilità dei denti, che è però un segnale tardivo: quando compare, il danno ai tessuti di supporto è già significativo.
Un aspetto su cui essere chiari: la parodontite è tipicamente indolore fino agli stadi avanzati. L’assenza di dolore non è un segnale affidabile di salute gengivale, ed è uno dei motivi per cui viene spesso scoperta tardi.
Le cause e i fattori di rischio
Alla base della parodontite c’è la placca batterica: se non viene rimossa regolarmente si trasforma in tartaro e innesca una risposta infiammatoria cronica che, nelle persone predisposte, arriva a danneggiare l’osso e il legamento che sostengono il dente.
Tra i fattori di rischio, il fumo è quello che pesa di più: aumenta il rischio di sviluppare parodontite fino a 2-3 volte e riduce la risposta alle cure, oltre a mascherare il sanguinamento gengivale, ritardando spesso la diagnosi. Anche il diabete non controllato ha un peso importante, con una relazione che va in entrambe le direzioni: il diabete peggiora la parodontite, e la parodontite peggiora il controllo glicemico. La genetica ha un ruolo, ma più piccolo di quanto si pensi di solito; contano anche una scarsa igiene orale, lo stress e alcuni farmaci.
Le complicanze della parodontite grave
Se non trattata, la parodontite può arrivare a distruggere in modo permanente l’osso e il legamento che sostengono il dente: a differenza della gengivite, questo danno non si recupera da solo. Nei casi più avanzati, quando il supporto perso è troppo esteso, il dente può non essere più salvabile e si arriva all’estrazione, con una successiva valutazione di impianto o protesi per sostituirlo.
La parodontite non trattata è anche associata, come fattore di rischio concorrente e non come causa diretta e automatica, a un peggior controllo del diabete e a un maggiore carico infiammatorio legato al rischio cardiovascolare: legami reali, documentati in letteratura, ma da leggere come un motivo in più per curarla, non come una promessa che curare le gengive risolva altri problemi di salute.
Come si cura la parodontite
Il percorso di cura parte sempre dal controllo della causa e prosegue a step, non con un intervento isolato.
- Igiene orale domiciliare: è il primo passo e resta fondamentale per tutto il percorso. Insegniamo la tecnica di spazzolamento corretta, l’uso del filo interdentale e degli scovolini per raggiungere gli spazi tra i denti dove lo spazzolino da solo non arriva. Senza un’igiene domiciliare efficace, anche la terapia professionale fa più fatica a dare risultati stabili.
- Detartrasi e levigatura radicolare: rimuoviamo placca e tartaro dalle superfici dei denti; nella parodontite, a differenza della semplice pulizia superficiale, questa fase raggiunge anche le radici sotto il bordo della gengiva, dove si annidano i batteri responsabili dell’infiammazione. È il trattamento cardine, di solito distribuito su più sedute, in anestesia locale per il comfort del paziente.
- Terapia antibiotica: nei casi di parodontite grave a rapida progressione, può essere utile affiancare alla terapia meccanica una terapia antibiotica sistemica, spesso una combinazione di amoxicillina e metronidazolo. Non è una scelta standard per ogni paziente con parodontite: la valutiamo solo nei casi specifici in cui è davvero indicata, dopo un’attenta valutazione clinica.
Domande frequenti
Una volta fatta la pulizia profonda, la parodontite è risolta?
La levigatura radicolare è il trattamento cardine, ma senza mantenimento nel tempo il rischio che il problema si ripresenti resta concreto, soprattutto nei fumatori. Per questo il percorso prevede sempre richiami periodici, non una singola seduta.
Se non sento dolore, vuol dire che le mie gengive stanno bene?
Non sempre: la parodontite è tipicamente indolore fino agli stadi avanzati: l’assenza di dolore non è un segnale affidabile, mentre il sanguinamento durante lo spazzolamento lo è molto di più.
Il momento giusto per agire è ora
Se hai notato sanguinamento delle gengive, alitosi persistente o qualunque altro segnale che ti abbiamo descritto, non aspettare che la situazione peggiori: prima si interviene, più semplice ed efficace è il percorso di cura. Il Dott. Matteo Frozzi visita ogni paziente per valutare lo stadio della parodontite e costruire il piano più adatto. Contatta i nostri studi di Vicenza e Cento per prenotare una visita e una seduta di igiene orale professionale: è il primo passo concreto per proteggere le tue gengive e i tuoi denti.
Firma: Dott. Matteo Frozzi — Odontoiatra, titolare degli Studi Dentistici Dr. Frozzi, Vicenza e Cento.